7 atteggiamenti che devi cambiare se vuoi fare centro nella tua ricerca di un lavoro

7 atteggiamenti che devi cambiare se vuoi fare centro nella tua ricerca di un lavoro

16.12.2020 0 Di admin

Se sei alla ricerca di un lavoro (magari già da un po’) è totalmente comprensibile che tu ti senta bloccato, frustrato e scoraggiato.
Confuso.

È normale. Naturale.
Chiunque ci sia passato, sa cosa intendo e cosa vuol dire convivere con sentimenti di delusione e rassegnazione per una ricerca che sembra vana.

A volte è solo sfortuna, altre volte si tratta di un problema di approccio, di mentalità, di pensieri negativi e credenze depotenzianti che minano (anche indirettamente) la tua ricerca di lavoro.

Ecco 7 atteggiamenti, che ho riscontrato nel mio lavoro di career coach, che dovrai cambiare altrimenti farai molta fatica a trovare un lavoro, anche se hai ottime competenze, una rispettabile esperienza lavorativa e un buon CV.

  • Sei troppo negativo e pessimista

Se ti convinci di non essere “abbastanza” per quella posizione o pensi che nessuno ti chiamerà mai … probabilmente sarà davvero così.

Il cinismo, l’amarezza e il pessimismo si trasmettono nei colloqui di lavoro – e per quanto ti possa sembrare strano anche nelle lettere e nelle e-mail – e questi atteggiamenti negativi possono affondare le tue (residue) possibilità.

Invece di lamentarti, pensa a come puoi mostrare il tuo valore durante la ricerca di lavoro.

Rivolgi le tue frustrazioni personali a un caro amico o a un familiare.
Circondati il più possibile di persone positive e la tua energia automaticamente comincerà ad attrarre piuttosto che allontanare.

  • Sei poco specifico – troppo indefinito

Spesso sono contattato da persone che vogliono “trovare un lavoro”.

Non vogliono limitare le loro opzioni, desiderano ampliare gli orizzonti e sono aperti a qualsiasi tipo di opportunità di lavoro.

Purtroppo, fanno l’errore di avere obiettivi vaghi, poco specifichi, il solo focus sembra nient’altro che accedere al libro paga di qualcuno.

Se la tua ricerca di lavoro è troppo indefinita, non comunica abbastanza valore specifico.

La concorrenza è alta e devi competere con persone che conoscono esattamente quello che vogliono e sono appassionate. Una battaglia persa in partenza.

È come andare in vacanza senza decidere dove vuoi andare.
Se non conosci la tua destinazione, come puoi mappare un percorso?

  • Sei troppo celebrale – poco concreto

“Sì, ma … non è quello che cercavo”
“Sì, ma … è un‘azienda leader, se la tirano”
“Sì, ma … so che pagano poco”
“Sì, ma … è una start up, poche garanzie di continuità”
“Sì, ma … è part time … full time … troppo lontano di casa … come faccio per dare a mangiare al mio cane”

Si, ma … (adesso lo dico io) così facendo stai lucidando l’argenteria mentre la casa sta bruciando.

Ovvero, ti stai perdendo in ghirigori mentali invece di “saltare” sul primo lavoro che trovi,
usare questo salvagente per prendere un po’ di respiro, e cominciare da lì.

Mi spiego meglio, per non essere frainteso.

Faccio della strategia il mio lavoro di coach, analizzare, valutare, scomporre e soppesare fa parte del coaching ma ci sono momenti (nella ricerca di lavoro come nella vita in genere) in cui tutto questo deve essere messo da parte e bisogna buttarsi …
senza pensarci troppo.

Se non trovi lavoro da un po’, se il tempo sta passando inesorabilmente, le risorse economiche cominciano a scarseggiare, il “buco” nel CV diventa sempre più difficile da giustificare,
il settore è già in forte crisi, soppesare troppo (e non muoversi) è sintomo di “grande ignoranza della gestione di sé stessi.”

La vedo dura!

  • Sei in costante attesa di una risposta

Lento, lentissimo, pachidermico, un passo … attesa … poi un altro passo … attesa e così via …

Mandi una candidatura e aspetti la risposta, speri magari che ti chiamano per il colloquio,
pensi che sia andata bene … aspetti la risposta … infatti, è andata bene (sei preparato e competente) ma la scelta è andata su un altro candidato, peccato!

Peccato sì, perché da quando hai mandato la prima mail di candidatura alla risposta sono passati quasi 3 mesi. E tu cosa hai fatto nel frattempo?
Niente. Hai solo aspettato.

Non aspettare che finisca l’intero iter di selezione di una singola selezione.
Apri più canali, più alternative, più sbocchi. Porta avanti più selezioni alla volta.
Rilancia. Non fermarti.

Non aspettare. Non sperare.
Devi firmare.

  • Sei troppo passivo

Purtroppo, il cellulare non squilla da solo.
Nessuno viene a bussare alla porta di casa tua.

Non accade nulla, se non fai nulla, è talmente logico da essere banale.

Invece, insegui attivamente le opportunità.
Otterrai risultati migliori essendo proattivo.

Sono importanti dedizione e disciplina.

Crea un piano e una routine per ogni giorno, sviluppa un programma, fissa degli obiettivi, e cerca di essere il più possibile attivo e produttivo.

A quel punto sarai anche … attrattivo!

  • Focus solo su te stesso (e non sul Mercato)

Il Mercato?
Cos’è? Cosa vuole? Ma chi se ne frega …

Ricorda però che, il Mercato del Lavoro assume in base alle proprie esigenze e non segue i tuoi bisogni. Delle tue necessità o urgenze s’interessa ben poco.

È di fondamentale importanza rimanere focalizzati sulla soddisfazione dei bisogni dei tuoi potenziali datori di lavoro (aumentare i profitti, bilanciare il carico di lavoro di un team, espandere un reparto, ecc.)

Il Mondo del Lavoro di oggi ha bisogno di mobilità più che mai. Sono tante le persone alla ricerca del lavoro perfetto o che considerano solo le opportunità a tempo pieno e/o a tempo indeterminato.

È efficace essere aperti al part time, a lavori temporanei, freelance, alla possibilità di lavorare da liberi professionisti, come lavoratori a contratto, ecc. per massimizzare le possibilità di successo nella ricerca di lavoro.

  • Non personalizzi le tue candidature

Sai che è un buon consiglio, ma sai che richiede un po’ di lavoro in più. E così comincia il gioco del rimando, della procrastinazione,

“Lo farò domani”, “Lunedì”, ecc.…
“Tanto non se ne accorge nessuno”.
“Tanto nessuno la leggerà comunque”

Vero.
Più della metà dei selezionatori non leggono i tuoi dossier di candidatura.
Ma ti stai dimenticando di quelli che lo leggono.
Che sono tanti, comunque.

Come la prenderanno se poi dovessero leggere il tuo dossier e trovarsi davanti a una copia scialba, incolore, standardizzata, prodotta in serie.

Chi legge la tua candidatura è una persona. Né più né meno come me e te. Non puoi creare una singola candidatura e inviarla a tante aziende pensando di risparmiare tempo e fatica.
Ogni annuncio di lavoro è diverso …
anche la risposta all’annuncio deve essere unica e personalizzata.

Anche tu vuoi essere trattato come unico e speciale, vero?