Cresce la richiesta di chef italiani all’estero: diventare cuoco professionista con CEF

06.11.2018 0 Di admin

Tra le più apprezzate al mondo, la cucina italiana, all’estero, è sinonimo di genuinità, qualità elevata, raffinatezza e pietanze prelibate. L’Italia è la patria della pizza, delle lasagne, degli spaghetti, dei tortellini, del Parmigiano Reggiano, del ragù alla bolognese e di tante altre squisitezze.
All’estero, un abile chef italiano rappresenta una risorsa di grande valore per il successo dell’offerta culinaria. Chef e cuochi sono continuamente richiesti sia

nel nostro Paese che all’estero, e questa tendenza non accenna a diminuire.

Le opportunità di lavoro all’estero nel settore della ristorazione sono in aumento, ed ai professionisti italiani vengono spesso offerte interessanti prospettive. Vediamo quali sono le caratteristiche che un cuoco professionista deve avere per poter lavorare con successo all’estero.
Adeguata formazione
Entusiasmo, passione e buone capacità ai fornelli non sono sufficienti per diventare un abile chef. Il mercato culinario internazionale richiede un’adeguata formazione, preparazione ed un titolo di studio inerente. Segnaliamo il corso a distanza per cuochi proposto dal Centro Europeo di Formazione, patrocinato dalla Rete Nazionale Istituti Alberghieri, con 12 unità didattiche, 7 DVD e 3 volumi relativi alla cucina regionale italiana. Il Centro Europeo di Formazione (CEF) fornisce, inoltre, la preparazione utile per ottenere la certificazione HACCP, indispensabile per chiunque desideri operare nel settore ristorativo, che dimostra il rispetto di quanto previsto dalla legge in materia di igiene alimentare.
Parlare una o più lingue straniere
Una buona conoscenza della lingua inglese è indispensabile per poter lavorare come chef all’estero. L’inglese è considerato la lingua internazionale par excellence e nel settore ristorativo la sua conoscenza è fondamentale per interagire efficacemente con lo staff. Molto richiesta è anche la conoscenza della lingua spagnola.

 

Disponibilità di permanenza all’estero per oltre tre mesi
Chi decide di andare a lavorare temporaneamente all’estero deve essere convinto della propria scelta. In linea di massima, gli ingaggi sono stagionali ed è richiesta una disponibilità di permanenza nella destinazione stabilita per un periodo che varia dai 3 ai 6 mesi. Talvolta, può anche superare l’anno.
Conoscenza approfondita delle intolleranze alimentari
Le intolleranze alimentari sono in costante aumento. Per questo motivo, è importante che le strutture ristorative italiane ed internazionali siano adeguatamente organizzate ed attrez

zate per proporre valide alternative a chi soffre di intolleranze alimentari ed allergie. Oltre a conoscere approfonditamente le varie intolleranze ed allergie, è fondamentale che uno chef sappia scegliere gli ingredienti e le preparazioni più idonei per offrire pietanze sfiziose anche a chi è affetto da problematiche alimentari.

Problem solving
La capacità di problem solving è tra le abilità fondamentali per lavorare come cuoco all’estero. Lucidità, ragionevolezza e razionalità sono indispensabili per la risoluzione di eventuali evenienze avverse. Al contrario, agitazione, inquietudine e rabbia possono rappresentare un ostacolo in una cucina.
Capacità di dirigere, gestire e controllare il personale
Per un cuoco professionista, la capacità di gestire, dirigere e controllare gli altri membri del team è fondamentale per mantenere alti i livelli di produttività e raggiungere gli obiettivi del lavoro. Capacità di comunicazione, relazione, conversazione e comprensione con lo staff sono fondamentali.