Lavorare e studiare contemporaneamente: La storia di 2 ex-studenti palermitani che ce l’hanno fatta!

06.11.2018 0 Di admin

Mi chiamo Nicola Guarino, ho 25 anni e ho passato tutto il mio percorso universitario a lavorare e studiare contemporaneamente.

La mattina seguivo le lezioni (quando potevo) e il pomeriggio mi ritrovavo chiuso all’interno di un Call center, con una cuffia alle orecchie, cercando di vendere come un disperato più promozioni telefoniche possibili per guadagnarmi la pagnotta e portarla a casa.

Credimi, era massacrante.

Per fortuna, a lavoro conobbi Attilio Cordaro, un ragazzo calmo e tranquillo, mio coetaneo, anche lui studente lavoratore di Giurisprudenza.

Capii subito che si trattava di un ragazzo in gamba e finalmente non mi senti più solo.

Avevo qualcuno con cui condividere le mie difficoltà. Qualcuno che poteva capirmi in pieno, dato che faceva i miei stessi sacrifici e con cui confrontarmi giornalmente per migliorare l’organizzazione di studio e lavoro.

Avevo ridotto al minimo le uscite e lo svago.

La mia vita sociale ne aveva risentito molto, ma avevo dei sogni, una grande voglia, una determinazione esagerata e un’ambizione smisurata.

È così che sono fatto.

Non mi do pace fino a quando non ottengo quello che voglio.

Costi quel che costi!
Il mio personale fallimento al primo anno di università da studente lavoratore
Quindi facevo rinunce e sacrifici, mi impegnavo tantissimo ma nonostante tutto al primo anno ho fatto 7 esami in 9 mesi superandone 0.

9 Mesi, 7 Esami Sostenuti, 0 Esami Superati!

Al settimo respinto di fila, mi sono alzato dalla sedia e sono andato via senza neanche dire “arrivederci”.

Sono entrato in macchina e sono scoppiato a piangere.

“Basta, non ce la faccio più, voglio abbandonare tutto! Sono un coglione, un fallito, una nullità. Mi credevo intelligente ma sono solo un presuntuoso arrogante”.

Mi sentii sprofondare all’interno di un tunnel profondo.

Da quel momento, iniziai a mettere in discussione la mia intelligenza e – più in generale – la mia persona.

Davo per scontato che il mio valore fosse basso e aveva smesso persino di partecipare a quei classici e scherzosi indovinelli che si fanno tra amici perché non mi reputavo all’altezza.

Pensavo di valere poco, praticamente nulla.

La mia grande frustrazione si vedeva, era davanti gli occhi di tutti, palese.

Quello che nessuno poteva vedere però, era il fuoco che bruciava e ardeva dentro, come alimentato da uno spirito vincente iniettato nel sangue.
La luce in fondo al Tunnel
Passavo le giornate in solitudine, a interrogarmi, a guardarmi dentro, a scavare a fondo, sempre più a fondo.

E più il tempo passava, più facevo chiarezza.

Mi sono messo in discussione e ho capito che il solo impegno non basta all’università per raccogliere i frutti dei propri sacrifici.

L’Università è un gioco completamente diverso dalla Scuola.

E se vuoi vincere devi prima imparare le regole del gioco e poi imparare a giocare per sfruttarle a tuo vantaggio.

Devi imparare a gestire il tuo tempo lavorando sui suoi 3 pilastri portanti (pianificazione, organizzazione e produttività) e devi impostare fin dall’inizio di ogni sessione la giusta Strategia d’Esame.

In quel periodo ho capito che avevo preso bastonate non perché non ero una persona all’altezza di quell’impegno ma perché mi avevano buttato in mezzo al campo di battaglia senza insegnarmi a combattere.

Ero un guerriero senza armi che, a differenza della maggior parte di studenti, combatteva con una mano sola (dato che lavoravo e avevo solo mezza giornata a disposizione).

Allora, cosciente di questo, decisi di darmi una seconda possibilità: avevo capito che Ingegneria (che era stata la mia prima scelta) era stato un errore.

Decisi che avrei ricominciato tutto da zero, scegliendo Economia, questa volta pienamente cosciente di ciò che stavo facendo e di come avrei dovuto affrontare il sistema universitario.

Lavorare e studiare per formarsi
Era agosto e non passavo un solo attimo senza studiare.

Non studiavo per i test (come sarebbe logico immaginare) ma studiavo tutto quello che potevo riguardo la gestione del tempo, la pianificazione, la produttività, l’organizzazione delle varie attività, la comunicazione, la leadership, la crescita personale.

Rununiciai al classico “viaggio estivo con gli amici” per comprare con quei soldi più libri e corsi di formazione possibili.

La stessa cosa fece Attilio, dato che, nonostante a lui il primo anno fosse andato discretamente bene, sentiva addosso il peso di una laurea magistrale, di un percorso apparentemente infinito che sembrava non giungere mai al termine. Aveva il desiderio di riuscire a fare entrambe le cose meglio e in modo più organizzato e sistematico, senza rinunciare alla sua vita sociale.

Anche lui, come me, voleva giocarsela ad armi pari con tutti gli altri suoi colleghi, senza sentire addosso quella pressione psicologica che ti fa sentire indietro già prima di iniziare.

Insieme, passammo quel mese di agosto a studiare come dei matti tutto ciò che potevamo su quegli argomenti, cercando di adattare al nostro caso specifico, tutti quei concetti pensati e strutturati per imprenditori e manager (dato che non esisteva nulla di specifico per studenti universitari).

Ne eravamo quasi ossessionati.

Personalmente, volevo salire nuovamente sul ring ma stavolta volevo farlo con i guantoni professionali e con il giusto allenamento.

Quella rinuncia agli studi fu forse una della scelte più difficile che feci, ma dovevo azzerare tutto e ripartire.

Tutti mi dicevano di scegliere una sola cosa: “o studi o lavori”.

Tutti mi dicevano che ero un incosciente ad iscrivermi nuovamente all’Università da studente lavoratore.

“Lo vuoi capire che l’università è una cosa seria? Lo vuoi capire che ti stai giocando il tuo futuro? La vuoi smettere di ragionare da ragazzino sognatore”, dicevano…

Ma non ascoltai.

Continuai a fare quello che già prima di me tanti ragazzi facevano con successo (compreso Attilio) e andai avanti per la mia strada, consapevole del problema e dei miei errori e sicuro di ciò che avrei potuto fare.

Costi quel che costi!
Studiare e lavorare si può? Assolutamente SI!
Ecco i nostri risultati
3 anni dopo mi sono laureato con solo 6 mesi di ritardo ma con le materie finite con 6 mesi d’anticipo. Ho preso un voto molto più voto rispetto al 98% di studenti in quell’aula magna.

Ho vinto la mia sfida, ho zittito tutti e ho battuto l’Università!

Ma non sono stato un caso isolato.

Anche Attilio, 5 anni dopo, a soli 26 anni, si è laureato in Giurisprudenza con 110 e lode avendo lavorato per tutto il percorso universitario.

Ovviamente gli errori non sono stati pochi durante quegli anni.

Ma ci sono serviti per affilare le lame delle armi che, come degli artigiani, ci andavamo costruendo a mano, giorno dopo giorno.

Conclusione

Oggi siamo qui per ridare una possibilità a chi si trova nella stessa situazione in cui ci trovavamo noi, bloccati in un percorso universitario sempre più pieno di ostacoli.

Vogliamo dare la possibilità a chi studia all’Università di fare altro, che sia lavorare o divertirsi.

Vogliamo dare una mano agli studenti ad inserirsi prima e meglio all’interno del mondo del lavoro.

Abbiamo deciso di iniziare questa Rubrica sul Lavoro e studio raccontando la nostra esperienza, perché riteniamo sia di fondamentale importanza che altri studenti universitari sappiano che lavorare e studiare contemporaneamente, prendendo voti alti, è possibile.

E noi siamo la prova vivente che è possibile conciliare lavoro e università contemporaneamente.

Leggi anche come lavorare e studiare è possibile

8 mesi fa, proprio per aiutare più studenti universitari possibili, abbiamo lanciato Appunti Condivisi – Specifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.

Si tratta del primo portale in Italia che consente la condivisione tra studenti universitari di materiale didattico (appunti, domande d’esame, riassunti, registrazioni audio delle lezioni, slides ecc…) specifico per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.

Nel momento in cui scrivo, il portale è attivo solo per l’Università degli Studi di Palermo ma, nel frattempo che lavoriamo per estenderlo a tutto il territorio italiano, abbiamo lanciato parallelamente il suo Blog Ufficiale http://blog.appunticondivisi.com/che conta più di 50 articoli scritti da noi, in cui condividiamo strumenti, tattiche e strategie che noi per primi abbiamo scoperto, utilizzato e testato su noi stessi, beneficiando degli enormi risultati. Abbiamo anche lanciato il Canale Youtube di Appunti Condivisi in cui pubblichiamo nostri video che raccontano le nostre esperienze da studenti-lavoratori.

Da ora in poi pubblicheremo qui almeno 1 articolo al mese in cui risponderemo alle domande più frequenti di chi studia e lavora o intende farlo.

Vogliamo affiancare questi studenti nel loro percorso e accompagnarli per mano alla vetta, donandogli tutti gli strumenti che ci hanno permesso di laure

arci velocemente e con un voto alto anche se eravamo due umili studenti lavoratori che sputavano sangue per <strong>lavorare e studiare contemporaneamente e bene.

Il nostro sogno è vedere sempre più studenti che si laureano velocemente e con voti alti e che entrano immediatamente all’interno del mondo del lavoro con competenze chiare, pratiche e definite, zittendo i politici e dimostrando che in Italia i giovani sono pieni di sogni, sanno darsi da fare e non sono Bamboccioni.

E questo è un piccolo passo per riuscire a realizzarlo.

Ma c’è ancora qualcos’altro di ancora più grande a cui stiamo lavorando e di cui, molto probabilmente, ti parleremo nei prossimi articoli.

Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo!

Nicola Guarino e Attilio Cordaro
Co-fondatori di Appunti Condivisi – Specifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.