Morfofisiognomica, Risorse Umane e lavoro

Morfofisiognomica, Risorse Umane e lavoro

17.05.2021 Off Di admin

 

Ti è mai capitato di sapere con che tipo di persona avevi a che fare già alla prima occhiata? Senza esserne consapevole hai applicato le conoscenze fisiognomiche ancestrali insite in ciascuno di noi, trasmesse dal DNA di generazione in generazione. Immagina cosa potrebbe cambiare se recuperassi totalmente quel sapere naturale dimenticato, ovvero tornare ad essere “consapevolmente capace” e quindi sapere esattamente come fare per avere un profilo attendibile e completo di chiunque.

Il nostro viso e il nostro corpo sono come un libro: raccontano la nostra vita, capitolo dopo capitolo. Forniscono moltissime informazioni in una lingua particolare, quella del linguaggio del corpo. Siamo nel mondo della comunicazione non verbale, dove la morfofisiognomica, studio delle forme e della fisionomia, occupa un posto di rilievo.

In particolare il sistema “I AM” (Instant Analysis Morphophysiognomics), nuova Morfofisiognomica elaborata da Ester Patricia Ceresa, è una metodologia innovativa con approccio moderno quantistico che permette di imparare quella lingua, per poterla capire e finalmente intendersi.  E quando ci si intende, le cose vanno molto meglio in tutti i sensi!

CHI mettere DOVE ?

Tra le innumerevoli applicazioni pratiche della Morfofisiognomica c’è anche quella applicata al mondo del lavoro. Il momento del colloquio è fondamentale sia per il candidato sia per chi assume, così come riportato dalle varie realtà internazionali sul web per la ricerca di lavoro utilizzate quotidianamente da milioni di persone (*).

Potrebbe essere cruciale a quel punto essere in grado di conoscere a prima vista la persona, sia in linee generali che nelle sue specifiche caratteristiche psicoattitudinali.

Potrebbe essere interessante sapere ad esempio che già la semplice forma richiama ad una relativa attitudine professionale corrispondente, a cosa la persona è più portata fra lavori creativi, manuali, intellettuali, etc.

Ester Patricia Ceresa Manuale di Morfofisiognomica – Volume I – Cisu Editore

Con che TIPO ho a che FARE?

La Morfofisiognomica studia il temperamento, il carattere e la personalità di 8 tipi, chiamati Tipi Planetari. Corrispondono a caratteristiche legate, in parte, ai miti, agli dei e agli eroi della tradizione mitologica latina e greca. I tipi indicano come siamo fatti fisicamente e caratterialmente ed hanno valenza multipla e dinamica, ovvero raramente sono puri, in genere siamo una meravigliosa combinazione unica, e cambiano nel corso della vita seguendo i cambiamenti della persona.

Ad ogni tipologia corrisponde una forma fisica e una forma mentis, con relativa attitudine professionale.

Immagine: Macse Italia

Si scopre così, ad esempio, che i tipi quadrati sono più portati all’azione, quelli ovali al rapporto interpersonale e quelli triangolari alla strategia. Questo vale non solo per la scelta del candidato ma anche a saper scegliere il proprio datore di lavoro! Ha il nostro futuro lavorativo scritto in faccia: per fare un piccolo accenno senza voler essere esaustivi, se quadrato pretenderà ordine e disciplina, se triangolare velocità e se ovale intraprendenza. Capire fin da subito le sue priorità eviterà incomprensioni e criticità future.

La Morfofisiognomica aiuta a capirsi anche fra colleghi

Il benessere aziendale passa soprattutto da una gestione armoniosa ed efficace delle risorse umane, un team di successo è questione di alchimia umana e mix equilibrato di capacità. Quindi conoscere la Morfofisiognomica significa saper riconoscere l’unicità nella molteplice diversità, saper scegliere la persona adatta ad ogni specifica mansione ed essere capace di coordinare in modo armonioso il gruppo, nella piena consapevolezza delle dinamiche di attrazione e di opposizione, valorizzando al meglio i talenti di ciascuno. Oggi sempre più aziende e liberi professionisti all’avanguardia stanno adottando il sistema  “I Am Instant Analysis Morphophysiognomics” come strumento di team building, marketing e leadership, considerando il fattore umano come un valore aggiunto per creare un rapporto autentico con i propri collaboratori e clienti.

(*) Fonte: Ester Patricia Ceresa